Citofonare Interno 7: un articolo oggi di Elisabetta Liguori sul “Nuovo Quotidiano di Puglia”

 

Citofonare Interno 7: l’evento

di Elisabetta Liguori

Diciamo le cose come stanno: la presentazione pubblica di romanzi, saggi, sillogi poetiche, opere prime ed egotiche biografie non funziona più. Non funzionano le tavole rotonde né quelle ovali, le prolusioni, le cattedre, le poltroncine rosse. Seppur organizzate con tutti i crismi del caso, si tratta di formule ormai stantie, alle quali prendono parte giusto i parenti più stretti. Anche quando, a presentare la sua ultima opera, è lo scrittore famoso, quello di culto, la star del momento, in sala ad accoglierlo si riconoscono per lo più operatori del sistema armati di logore Moleskine o aspiranti scrittori con inquietanti manoscritti sotto braccio.

I lettori invece, quelli veri, latitano. Vogliono altro, forse. Desiderano che qualcuno racconti loro dal basso la letteratura che cresce. Desiderano forse maggiori comodità, più intimità, più discrezione e autenticità. Ecco spiegato il successo di iniziative come Citofonare Interno 7: mobilitazione letteraria nata in Puglia e poi gradualmente migrata al nord, trasfigurata, contaminata, diffusa.

È quello che succede alle buone idee.

Si comincia con un sussurro lieve, di orecchio in orecchio, poi s’alza un venticello, in ultimo scoppia una bufera. Cosa è esattamente Citofonare interno 7? Si tratta di un nuovo appuntamento periodico e itinerante, che ha mosso i primi passi sia a Bari che a Lecce (originato qualche anno fa da un’intuizione di Rossano Astremo e Girolamo Grammatico). Destinata agli amanti della letteratura, per la prima volta questa formula conviviale porta la scrittura e la musica a domicilio. Nel clima vellutato di un salotto privato, gentilmente messo a disposizione da individui coraggiosi, un pugno di scrittori leggono passi tratti dai loro inediti. Romanzi ancora in progress, idee che stanno nascendo, tracce in cerca di editore e buoni propositi. L’ingresso è assolutamente libero e il tutto è accompagnato da uno spettacolo musicale live e da un piccolo aperitivo. Con Citofonare interno 7, quindi l’intimità domestica si trasforma in condivisione culturale, in un vero e proprio reading-mob che mobilita la cultura e la offre di casa in casa. Il format è già stato ripreso diverse volte a Roma, e sta per sbarcare a Milano e a Torino. Gli ingredienti? Una casa, anche piccola, e grandi curiosità. Più di cento amici riuniti intorno ad un divano biposto. Letture comode, calde, sotto la luce di un faretto beat che proietta variopinti mandàla (un manufatto cinese, decisamente anni 80 che regala al soffitto una strana euforia domestica), quattro scrittori decisi a cogliere dagli umori dei presenti la reale portata della propria scrittura. Due musicisti blues. Buon vino rosso. L’ultima volta a Roma è stato esattamente così.

E lo sarà nuovamente molto presto altrove, dal sud al nord.

L’immaginario pugliese dilaga.

La voglia è sempre quella vitale del conoscere, l’obiettivo quello di smontare la scrittura come fosse un orologio e rivelarne i meccanismi più segreti. Nessun intento mercantile, dunque, solo passione.

Mi pare si possa affermare senza il timore di essere smentiti che questo evento socio culturale stia sottolineando innanzi tutto un bisogno collettivo e, come spesso è accaduto anche in passato, è il sud il primo a prestare orecchio al cambiamento e offrire risposte possibili.

La cosa, chissà perché, mette allegria. Fa sentire vivi.

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