La letteratura non conta niente: Ecco gli autori: Marco Montanaro (2)

(L’antologia “La letteratura non conta niente”, primo titolo della neonata casa editrice Citofonare Interno 7, sarà disponibile a partire da marzo. In questo spazio vi presenteremo, attraverso un loro testo già altrove edito, gli autori presenti nel libro. Dopo Saverio Fattori, vi presentiamo Marco Montanaro, autore pugliese, con alle spalle due pubblicazioni, “Sono un ragazzo fortunato” (Lupo Editore, 2009) e “La Passione”  (Untitl.Ed). Il racconto qui sotto è già apparso su Vertigine).

Il bambino con la sigaretta

di Marco Montanaro

Imparerai ad attraversare, le strisce pedonali non fanno per te. Guarderai dall’altro lato della strada, scovando l’ultimo ritrovato della tecnologia femminile.
Il resto lo fa l’umore stanco.
Odio i chorus, vivido scatolame nichilista, odio le donne perché in fondo non sono uomini.
Dici che il disgusto, come il pane, uno se lo deve saper guadagnare.
La strada attraversata, chi mai tornerebbe?
Non è che un sogno, che poi è un segno +, che poi è un sogno –.
Sii onesto con te stesso, scrivi pulp per dire “meraviglioso”, fai pure il bello mediante il brutto.
Ma non è che un sogno. T’aiuta forse a vivere?
Non è che un figlio. L’aiuti tu, a vivere?
Del resto.
Il silenzio non impone responsabilità.
Il silenzio non ammette diritto di replica.
Il silenzio non regala che sorrisi.
Il silenzio non dona che sollievo.
Non puzza, di certo.

Li conti. Giri simmetrici di auto, la notte veloce e soffice. Impalpabile come le sabbie del pensiero.
Ed eccole, le sabbie del pensiero: l’auto sgretola alfabeti blues e la poesia sta tutta nell’orecchio destro, maledizioni nel sinistro e granelli sulle labbra. Stai, schiacciato, sul finestrino.
L’impressione di non poter colpire il mondo da qui.
Proprio ora che hai scoperto che questo mondo non è eterno; l’immortalità, un punto di vista.
I versi, sverbati, pulsanti, tra rane e piccoli stagni (specchi neri).
Scambi tutto.
Cazzi per palazzi, poco ma sicuro.
Bisognerebbe invece discutere dell’abitudine a far parlare di sé, a rompere gli indugi e le amicizie.
Tenere quel calore, qualche amico in auto, senza il coraggio di abbassare il finestrino.
Oggi dormo poco, dormo male, e dunque: sei tu tra le mie brame.
Cantiamo: l’uomo, che giovane nasce di natura /sa che sol s’invecchia /per ragioni di paura.
Ma guardati, negli specchi neri, invece di mimare soccorso. Birra d’ordinanza, discorsi per le labbra, sorrisi per le antenne, sigaretta d’opinione. La serata sa di pietra, il cielo d’asino.
Meccanicità di troppe cose: questa configurazione molecolare chiusa dona una corda più brillante, un suono puramente ricco e mentale.
Ballavi.

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