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Una presentazione dell’evento e della casa editrice apparsa su “Su la testa” e “Coolclub.it”

 

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di Rossano Astremo
Era il maggio del 2008 quando, dopo aver organizzato, per anni, eventi letterari in librerie, associazioni culturali, biblioteche, bar, pub, gallerie d’arte, enoteche, ristoranti, decisi che, in questa proliferazione di libri nei contesti più vari, alcuni consueti altri meno, era giunto il momento di sparigliare le carte e di osare l’insolito. L’idea fu quella di invitare tre giovani scrittori italiani, Francesco Pacifico, Veronica Raimo e Nino D’Attis nel salotto di casa mia a leggere estratti dei loro romanzi ancora inediti. Era un tardo pomeriggio di fine maggio e da lì, da quell’aperitivo fortemente alcolico consumatosi a Roma, a Torpignattara, dopo aver organizzato e partecipato a un numero spropositato di presentazione di libri svilenti e noiose, che nacque il nucleo originario dell’evento Citofonare Interno 7. Da quel giorno Citofonare Interno 7 porta, nel clima conviviale di un salotto, la lettura di alcuni passi di libri inediti e uno spettacolo musicale live.
È una sorta di reading-mob che mobilita la cultura e la offre a domicilio. Il format è stato ripreso diverse volte a Roma e dal marzo 2011, oltre ai lidi capitolini, sbarca nei contesti delle principali città italiane. Fino ad ora hanno partecipato alcuni tra i giovani scrittori italiani più importanti, e l’elenco sarebbe davvero lungo. L’obiettivo è quello di svicolare l’idea di letteratura dal concetto dell’imperante marketing editoriale, secondo il quale ogni evento è legato all’idea di vendere l’oggetto libro e, inevitabilmente, per ammaliare un numero crescente di potenziali lettori e acquirenti, l’idea dello scrittore sempre meno intellettuale e sempre più personaggio. Ci è sembrato giusto, fin dall’inizio, in un momento politico e sociale difficile, con il crescente numero di disoccupati, che non sono più soltanto giovani, ma anche uomini e donne di 40, 50 anni, per i quali inserirsi in un mercato del lavoro sempre più in crisi diventa una missione che sfiora l’impossibile, con l’aumento di famiglie che non riescono più ad arrivare a fine mese, con la tragica situazione di chi non è più in grado di pagare le rate del mutuo, legare l’evento letterario domestico ad azioni di sostegno per chi non possiede più una casa.
Da qui la collaborazione con l’associazione di promozione sociale La casa di cartone, costituita da ragazzi che da anni lavorano per migliorare le condizioni di vita dei senza fissa dimora. È da questo legame tra letteratura e promozione sociale che nasce l’idea di dare alle stampe un volume, il primo del neonato marchio editoriale Citofonare Interno 7, dal titolo La letteratura non conta niente che accoglie dieci racconti aventi come tema quello delle presentazioni di libri dall’esito disastroso (gli autori presenti sono: Saverio Fattori, Marco Montanaro, Roberto Mandracchia, Giuseppe Braga, Angela Scarparo, Omar Di Monopoli, Ilaria Mazzeo, Marco Candida, Livio Romano ed Elisabetta Liguori), i cui ricavati andranno a sostenere proprio un progetto promosso da La casa di cartone dal titolo B.I.P. (beni immateriali primari), che prevede l’utilizzo di performance artistiche nei luoghi del disagio per l’integrazione tra fasce emarginate di popolazione e il territorio. Come afferma Girolamo Grammatico, presidente dell’associazione: «Sulla scia della Notte dei senza dimora, appuntamento del 17 ottobre di ogni anno, La casa di cartone chiamerà artisti di ogni risma per offrire uno spettacolo di arte performativa a persone che vivono in uno stato temporaneo di disagio. La serata sarà, inoltre, aperta ad un pubblico interessato: entrare in luoghi solitamente rimossi significa anche erodere un po’ del silenzio che circonda questi spazi». È solo un piccolo sasso nello stagno dell’indifferenza nei confronti dei senza fissa dimora. La letteratura deve smuovere simili acque: è la nostra piccola missione.
 
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La letteratura non conta niente: prima presentazione domenica 10 aprile ore 18 Libreria Rinascita via Savoia 30 Roma

 
“LA LETTERATURA NON CONTA NIENTE”
Presentazione del primo libro edito da Citofonare interno 7, la casa editrice che sostiene il sociale

Dieci racconti di scrittori italiani su presentazioni di libri che per le ragioni più varie – pubblico assente, personaggi molesti tra i presenti all’incontro, organizzazione disastrosa e relatori insopportabili – si sono trasformate in un duro banco di prova per i malcapitati protagonisti. “La le…tteratura non conta niente” è il primo libro edito da Citofonare interno 7 e sarà presentato a Roma presso la libreria Rinascita, domenica 10 aprile alle ore 18:00.

Saverio Fattori, Marco Montanaro, Roberto Mandracchia, Giuseppe Braga, Angela Scarparo, Omar Di Monopoli, Ilaria Mazzeo, Marco Candida, Livio Romano ed Elisabetta Liguori danno la loro versione dei fatti, imbandiscono, ciascuno con la propria voce e con il proprio stile, un campionario ironico di disastri realmente accaduti, nel quale serio e faceto si mescolano dando vita ad un immaginario franto del sistema editoriale italiano.

Nata dall’esperienza dell’omonimo evento letterario domestico che mobilita la cultura e la porta a domicilio, la casa editrice Citofonare Interno 7 devolverà parte del ricavato, ottenuto dalla vendita di questo volume, a finanziare B.I.P., Beni Immateriali Primari – L’arte non ha dimora – un progetto ideato dall’associazione di promozione sociale La casa di cartone, che prevede l’utilizzo di performance artistiche nei luoghi del disagio per l’integrazione tra fasce emarginate di popolazione e il territorio.

Alla presentazione dell’antologia, curata da Rossano Astremo e Girolamo Grammatico, daranno una breve testimonianza alcuni autori dei racconti.

Per info:
www.lacasadicartone.it
citofonareinterno7.wordpress.comSee More


La letteratura non conta niente: in anteprima l’introduzione dei curatori

 

INTRODUZIONE

 

«La vita bisogna viverla, in questo consiste tutto, semplicemente. Me lo disse un barbone che incontrai l’altro giorno uscendo dal bar La Mala Senda. La letteratura non conta niente».

(R. Bolaño, I detective selvaggi)

 

In Italia si pubblicano sessanta mila nuovi titoli ogni anno. Cinquemila ogni mese. Oltre centosessanta ogni giorno. Immaginate ora centosessanta nuovi libri che quotidianamente vengono fuori dalle stamperie d’ogni parte dello stivale, per poi giungere nei magazzini dei distributori e da qui poi dirigersi nelle librerie.

Immaginate, in più, il lavoro degli uffici stampa che, con la crescita esponenziale di possibili concorrenti, infittiscono impazienti la loro agendina di numeri di giornalisti, critici letterari, librerie, organizzatori di eventi e quant’altro affinché, attraverso le loro ammalianti capacità persuasive, possano ottenere fette di spazio e visibilità sempre crescenti.

Immaginate, per un attimo, lo scrittore contemporaneo alle prese con il suo libro fresco di stampa.

Il suo lavoro, quindi, non consiste solo nel mettere su carta la storia che ha preso possesso della sua mente, ma, una volta terminato l’atto creativo, è necessario che si rimbocchi le maniche e che faccia sfoggia del suo sorriso migliore per andare incontro al suo pubblico.

Non sempre però le ciambelle vengono fuori con il buco e il libro che avete tra le mani dà conto di questi buchi venuti male, di questi incontri pubblici in cui per lo scrittore presentare la sua «ultima fatica» si trasforma in un tragico atto del quale molto volentieri farebbe a meno.

La letteratura non conta niente raccoglie dieci testimonianze di scrittori italiani su presentazioni di libri che per le ragioni più varie – pubblico assente, personaggi molesti tra i presenti all’incontro, organizzazione disastrosa e relatori insopportabili – si sono trasformate in un duro banco di prova per i malcapitati protagonisti.

Saverio Fattori, Marco Montanaro, Roberto Mandracchia, Giuseppe Braga, Angela Scarparo, Omar Di Monopoli, Ilaria Mazzeo, Marco Candida, Livio Romano ed Elisabetta Liguori danno la loro versione dei fatti, imbandiscono, ciascuno con la propria voce e con il proprio stile, un campionario ironico di disastri realmente accaduti, nel quale serio e faceto si mescolano dando vita ad un immaginario franto del sistema editoriale italiano.

Il libro che avete tra le mani è il primo volume edito da Citofonare Interno 7.

A Claudio Morici va un nostro sentito ringraziamento, perché è grazie alla sua originale idea che ha preso corpo la voglia di realizzare questa antologia.

Parte del ricavato ottenuto dalla vendita di questo volume servirà a finanziare B.I.P. (beni primari immateriali), un progetto ideato dall’associazione di promozione sociale La casa di cartone, che prevede l’utilizzo di performance artistiche nei luoghi del disagio per l’integrazione tra fasce emarginate di popolazione e il territorio.

Un’occasione in più per far sì che la lettura di questo libro possa essere un piccolo gesto rivoluzionario.

 

I curatori

 


La letteratura non conta niente:Ecco gli autori: Saverio Fattori (1)

(L’antologia “La letteratura non conta niente. 10 racconti su disastrose presentazioni di libri”, primo titolo della neonata casa editrice Citofonare Interno 7, sarà disponibile a partire da marzo. In questo spazio vi presenteremo, attraverso un loro testo già altrove edito, gli autori presenti nel libro. Partiamo da Saverio Fattori, ch ha pubblicato con Gaffi editore tre libri, Alienazioni padane (2004), Chi ha ucciso i Talk Talk (2006) e Acido Lattico (2008). Il racconto che ha scritto per Citofonare Interno 7 si chiama “Se qualcuno ha delle domande…”. Qui sotto vi presentiamo la parte prima di “Cattedrale”, un romanzo a puntate apparso sul sito di Carmilla).

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da CATTEDRALE

di Saverio Fattori

Parte prima: LUCIFERO AL BUILDING 2

Un ragazzo con il giubbotto scuro mi chiede di usare il mio badge per sbloccare il girello. Lui non ha ancora il badge. È il suo primo giorno, tiene a sottolineare con un largo sorriso. Non lo compatisco e non ho alcuna invidia, non mi sento in dovere di rispondere con nessuna frase da vecchio operaio rassegnato e pacificato. Passo il badge e rificco le mani in tasca fino quasi a rompere la stoffa dei jeans, non è questione di freddo, la temperatura è in risalita. Sono pieno di tic nervosi. Io la soglia della fabbrica l’avevo varcata nel 1988, e non c’era nessun badge o girello. Entrammo in venti quel giorno di novembre, un giorno come oggi di inverno temperato e mortifero. L’azienda era in espansione spaventosa, qualcuno aveva visto lontano, individuato potenzialità, nuove esigenze, aree di mercato vergini da esplorare. Condizionatori d’aria per auto. Al tempo optional elitario, oggi montato di serie anche sui muli della Sardegna. Dopo una settimana avevamo tutti il contratto a tempo indeterminato, montato di serie su tutti i disgraziati che nella vita non avevano saputo costruirsi nulla di meglio con gli studi o con altre iniziative personali. Quelli che rivendicavano una beata medietà, che non avevano fatto esperienze particolari. Quelli che nella carta di identità luogo di nascita e residenza coincidono o si discostano di pochi chilometri. Quelli con poche variabili, esigenze a basso voltaggio. Quelli che nella vita non avrebbero fatto mai nulla di male. E niente di buono. Non lo sapevamo, ma ci stavamo lasciando alle spalle gli anni in cui il tempo indeterminato era considerato una pietra tombale per esseri solo formalmente in vita. La popolazione con impeti di trasgressività disprezzava questa condizione, il posto fisso liquidato come altamente pericoloso per gli stimoli celebrali. Oggi, in piena restaurazione, la stagnazione lavorativa è riabilitata e la malattia del secolo è diventata la precarietà.
Rallento il passo non voglio affiancare l’ultimo arrivato, non voglio condividere banalità da lunedì mattina. Mi sembra strano che possano esistere ancora cuccioli di operai in occidente, la televisione non ne parla mai, non parla mai di questi cimiteri. Nemmeno gli scioperi nazionali arrivano a intaccare la prima metà di qualunque telegiornale. I controllori di volo creano disagio, bivacchi di turisti indignati prede facili per giornalisti eccitati. Qualche decina di operai con le bandiere rosse che stazionano sui binari di una ferrovia mettono solo addosso una tristezza antica. A scendere in piazza per rivendicare meriti e diritti sono sparute frange organizzate dalle confederazioni nazionali e chi davvero non ha nulla, e quindi nulla da perdere. Chi detiene un posticino indeterminato, ha la percezione di una piccola tana da difendere da altri disperati e non ascolta grilli parlanti del dissenso verso le classi dirigenti. Abbassa la testa con i padroni e la dignità se l’è bruciata tutta la sera prima davanti alla televisione. Le bucce di patate si litigavano tra detenuti del campo, le guardie armate diventavano entità malvagie, ma sfuggenti, la realtà erano i gomiti degli altri condannati, i nemici per priorità erano gli eguali.
Il ragazzo col giubbotto Caterpillar sta entrando dalla porta dello stabilimento. Non sembra intimidito, lo sguardo è alto. Ha un bel po’ di vita davanti, una fidanzata fresca, una utilitaria con motore sovra alimentato, il suo organismo recupera bene gli eccessi del fine settimana.
Come potrei non odiarlo?


La letteratura non conta niente: ecco la copertina!


Collane: Vertigine e Abbecedario: Il nostro 2011

Il progetto editoriale di Citofonare Interno 7 parte in questo 2011 con la pubblicazione di 5 volumi. Due rientrano nella collana di narrativa, chiamata Vertigine: a marzo uscirà “La letteratura non conta niente”, volume antologico su racconti di disastrose presentazioni letterarie raccontate da dieci scrittori italiani – Saverio Fattori, Roberto Mandracchia, Ilaria Mazzeo, Elisabetta Liguori, Livio Romano, Omar Di Monopoli, Giuseppe Braga, Angela Scarparo, Marco Montanaro e Marco Candida -; a settembre un libro-intervista sul mestiere dello scrittore, nel quale a raccontare il loro rapporto con la scrittura saranno, tra gli altri, Emanuele Trevi, Carlo D’Amicis, Carola Susani e Giordano Meacci. I tre restanti volumi verranno pubblicati nella collana Abbecedario, in cui dalla a alla z si cercherà di raccontare il meglio e il peggio dell’immaginario collettivo di questo Paese, e sarano tre guide non conformiste alle città di Lecce, Tropea e dintorni e Roma. Il libro su Lecce sarà scritto da Elisabetta Liguori ed uscirà a giugno. Sempre a giugno Maria Carrano pubblicherà il suo volume su Tropea. A dicembre, infine, Michela Carpi ci racconterà la sua Roma.


Il primo libro edito da “Citofonare Interno 7”: La letteratura non conta niente: Anteprima: Disponibile dal 15 marzo

(A partire dal 15 marzo sarà disponibile il primo libro edito da “Citofonare Interno 7”. Si tratta di un’antologia che ha come titolo “La letteratura non conta niente” e come sottotitolo “10 racconti su disastrose presentazioni di libri”. In anteprima per i lettori del blog di “Citofonare” l’ incipit dei dieci racconti. Un modo per presentarvi i primi dieci autori che hanno aderito al progetto editoriale targago “Citofonare Interno 7”).

La letteratura non conta niete

10 racconti su disastrose presentazioni di libri

(in anteprima l’incipit dei 10 racconti)

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SE QUALCUNO HA DELLE DOMANDE

di Saverio Fattori 

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La notai subito. Era impossibile non notarla. Forse non era una gran bellezza e non potevo indovinare ancora molto, ma era evidente che era l’unica femmina in età riproduttiva presente in sala. (…)

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 CIRCOLAZIONE PERIFERICA & ALTRE STORIE DI MERDA

di Marco Montanaro

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Un freddo.

Inglorioso, ingiustificato.

Arriva sempre il momento in cui ti prende.

Ma tutto era partito dal caldo: alle tempie, le guance rosse, ancora poco convinto come sei che ci sia qualcuno disposto ad ascoltare la tua voce in pubblico.

E invece. (…)

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INVECE NULLA

di Roberto Mandracchia

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Io li vedo. Non ne posso fare a meno, vorrei, ma non posso. La notte o la mattina presto, quando chiudo gli occhi – sdraiato sul letto in posizione fetale per via dell’incompatibilità fra le misure del letto medio e la lunghezza del mio corpo -, mi appaiono come una folla che procede in senso contrario al mio: musicisti indie, pittori astratto-concettuali, conduttori radiofonici, direttori editoriali, musicologi, responsabili ufficio stampa, autori di programmi televisivi, fumettisti, romanzieri, registi di docufiction, correttori di bozze, critici, coreografi, sceneggiatori. (…)

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IL LAVORO PRIMA DI TUTTO

di Giuseppe Braga

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 Avevo avuta un’idea. Ma perché mai, m’ero detto, in una pallida appiccicosa mattina di metà maggio emergendo dalla metropolitana, ormai a pochi passi dai maledetti tornelli e col badge in mano, sì, perché mai non organizzare una presentazione nel Palazzo dove lavoravo? (…)

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OTTO FESSI A UNA NOTTE DI NATALE

di Angela Scarparo

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Erano dei fessi, lo sapevo. Non è un modo di dire. Già in vacanza avevo sbagliato ad andarci. Ma è che non mi riusciva di stare da sola. O meglio, a quell’epoca se stavo da sola volevo raggiungere altri. Se stavo con altri, non vedevo l’ora di tornarmene a casa, dai miei libri. Che per me erano padre e madre. (…)

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  SCRITTORI IN GABBIA

di Omar Di Monopoli

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Ariviamo all’ingresso della casa circondariale di Foggia nella quiete arroventata della controra. Sudiamo, i nostri movimenti sono impigriti dal torpore post-prandiale. Dal falasco ai bordi della ripida recinzione si diffonde sordo il canto delle cicale e la luce è quella solita – accecante! – delle tarde primavere di questo pezzo di Puglia. (…)

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L’INTERRUZIONE

di Ilaria Mazzeo

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La giornata è iniziata malissimo, con una telefonata di Tommaso, dopo tanti mesi di silenzio. Mi ha informato che è arrivata della posta per me nella nostra casa, che poi ora è solo sua, e mi ha detto che la lascerà al portiere. Io l’ho ringraziato e basta; non avevo altro da aggiungere, anche perché appena ho visto il suo numero mi è salita la nausea: ogni volta che parlo con lui poi mi viene da vomitare, mica è normale che una stronzissima chiamata del mio ex ragazzo mi faccia quest’effetto, dopo tutto questo tempo, poi. (…)

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  CESTO

di Marco Candida

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Dodici uova, sei limoni, un sacchetto di fragole, quattro rose, sei gigli, una dozzina di cardi: queste sono le cose che ho messo nel cesto. Dopo un momento di indecisione ho anche aggiunto una bottiglietta (era una bottiglietta di Acqua Vera senza etichetta) con dentro la mia urina. Prima di metterle nel cesto le uova le ho cotte in un pentolino, ho tolto il guscio e le ho rimesse nella loro confezione – e Flavia mi ha chiesto che cosa stessi facendo e io le ho risposto che stavo preparandomi per la presentazione del mio nuovo romanzo. (…)

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LA MIA SOPPRESSATA

di Livio Romano

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Erano tempi mulinanti, tempi di treni senza fine. Lasciavo la macchina sempre nello spiazzo delle puttane vicino alla stazione, mi infilavo nell’Eurostar, attaccavo la spina del portatile alla presa per le aspirapolveri in capo alla carrozza e andavo avanti per dieci ore finché non sentivo Milano Stazione Di Milano. Anni di racconti uno dietro l’altro, e articoli, interviste da battere, interventi da stendere, polemiche cui rispondere. Due libri usciti un lustro prima grazie ai quali venivo invitato nei posti più balzani. (…)

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CANI DA PRESENTAZIONE

di Elisabetta Liguori

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Non c’è verso di sbagliarsi: una voce da Fiera Libraria è sempre femminile, lievemente alterata, più alta o più bassa del normale, come quella di chi s’è fatto un cicchetto, prima. “Lei è la dottoressa Liguori?”. Strano, mi dico, nel settore la laurea conta praticamente niente. “Buongiorno. Mi hanno fornito il suo numero. Avrei da chiederle una cortesia”. Le rispondo che anche io vorrei conoscere, con la medesima cortesia, chi sia il gentile fornitore. “Don Lucio della parrocchia di Santa Rosa, l’editore MalcolmX, la giornalista Fossi, e anche il cartapestaio Mazzei, quello del centro storico. Ha presente?”. (…)

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